Cistinuria e BOAS: il test non dice tutto

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Nel mondo della genetica canina, i test sono strumenti preziosi. Tuttavia, non sempre offrono risposte definitive. Due esempi emblematici sono la cistinuria e il BOAS. Entrambi hanno test disponibili, ma nessuno dei due può essere considerato risolutivo.

Il test per la cistinuria si basa su una mutazione genetica. Non tiene conto della variabilità clinica né della reale incidenza nella razza. Il test BOAS, invece, in Italia viene spesso eseguito senza dati oggettivi. Si basa su impressioni soggettive del veterinario. Al contrario, il protocollo dell’Università di Cambridge richiede misurazioni e formazione specifica.

In questa sezione analizziamo entrambi i test con un approccio critico e costruttivo. Capire cosa ci dice davvero un test — e cosa non ci dice — è fondamentale per chi alleva con coscienza.

BOAS: una metodologia poco strutturata in Italia

La BOAS (Brachycephalic Obstructive Airway Syndrome) è una sindrome respiratoria che colpisce i cani brachicefali, come il Bulldog Inglese. È causata da malformazioni anatomiche: narici strette, palato molle allungato, trachea sottile, turbinati nasali esuberanti, sacculi laringei.

Il test in Italia

In Italia, il test BOAS è spesso una valutazione soggettiva:
• Il cane cammina per qualche minuto.
• Il veterinario osserva e ascolta il respiro.
• Viene assegnato un grado da 0 a 3, senza strumenti né protocollo.

L’unico dato oggettivo talvolta rilevato è l’indice tracheale, calcolato tramite radiografia. Questo misura il rapporto tra il diametro della trachea e quello del corpo vertebrale. Può offrire un’indicazione utile, ma non è sufficiente per una diagnosi completa.

Il protocollo Cambridge: una valutazione fondata su criteri oggettivi

Il Cambridge Respiratory Function Grading Scheme è un sistema sviluppato dall’Università di Cambridge. Serve a misurare in modo standardizzato e ripetibile la gravità del BOAS nei cani brachicefali.

Come funziona

1. Esercizio controllato. Il cane cammina a passo sostenuto per 3 minuti su un percorso definito.
2. Auscultazione post-esercizio. Il veterinario ascolta il respiro e osserva segni clinici:
o Rumori respiratori
o Difficoltà inspiratorie o espiratorie
o Cianosi, affaticamento, salivazione eccessiva
3. Assegnazione del grado BOAS (0–3)
o Grado 0: nessun segno clinico
o Grado 1: segni lievi
o Grado 2: segni moderati
o Grado 3: segni gravi
4. Registrazione e tracciabilità. I risultati sono archiviati e associati al microchip del cane. Possono essere consultati e confrontati nel tempo.
5. Camera barometrica (facoltativa). In alcuni centri si misura flusso d’aria e pressione respiratoria per maggiore precisione.

Cambridge BOAS Research Group

Crufts 2025: nuove regole per i cani brachicefali

Dal 2025, il Crufts, la mostra canina più importante al mondo, ha introdotto requisiti sanitari obbligatori per le razze brachicefale.
Requisiti principali
• Valutazione BOAS secondo il protocollo Cambridge
• Test obbligatorio prima della gara
• Valutazione da parte di un assessore certificato ogni due anni
• Esclusione automatica per i cani con grado 3 o senza valutazione registrata
Non basta più avere un cane “bello”: deve dimostrare di respirare bene. Una svolta che potrebbe influenzare anche altri paesi, Italia inclusa.

Conclusione: il test è solo l’inizio I test genetici sono strumenti utili, ma vanno interpretati con consapevolezza. Nel caso della cistinuria e del BOAS, il risultato da solo non basta per prendere decisioni di selezione. Serve esperienza, osservazione, confronto tra soggetti e contesto clinico. Nel nostro allevamento, non ci accontentiamo di un’etichetta “clear” o “grade 0”. Valutiamo ogni cane nel suo insieme. Perché la salute non si misura solo con un test — si costruisce con criterio, conoscenza e responsabilità.